Piazza Leandra, in pieno centro storico, è la più antica piazza della città intorno alla quale si sviluppa il caratteristico borgo medioevale. Una tappa obbligatoria per chi cerca una suggestiva e piacevole passeggiata tra antiche viuzze e tracce del passato.

Al centro della piazza, inserita tra due edifici d’epoca, si trova una fontana di origine medioevale riattivata nel 2015. Su di essa si affaccia la piccola e splendida Chiesa della Stella (1688), una delle più antiche di Civitavecchia.

La storica fontana di Piazza Leandra

La storica fontana di Piazza Leandra

Un consiglio per il visitatore: se amate la storia medioevale vi consigliamo di accedere entrando dalla vicina Piazza Aurelio Saffi (anche detta di San Giovanni) attraverso il suggestivo passaggio dell’Archetto, la porta a monte dell’antica cinta (IX secolo) che dà il nome all’omonimo quartiere e dalla quale potete raggiungere anche la Chiesa della Morte, in assoluto la più antica di tutta la città.

Passaggio dell'Archetto - Foto di Marco Quartieri #cartolinedacivitavecchia

Passaggio dell'Archetto - Foto di Marco Quartieri #cartolinedacivitavecchia

PIAZZA LEANDRA: DALLA LEGGENDA ALLA STORIA

Come testimonia una lastra in marmo, la piazza deve il suo nome ad un’antica leggenda che ha come protagonista un vecchio marinaio di nome Leandro. Si narra, infatti, che dopo l’invasione saracena (828 d.C.) la popolazione della nuova città di Leopoli si sarebbe riunita in aperta campagna all'ombra di una grande quercia, per decidere se fare ritorno al mare e rifondare la vecchia Centumcellae o rimanere sulla collina del nuovo abitato.

La leggenda vuole che proprio nel momento in cui la maggioranza degli abitanti si era dichiarata contraria al ritorno, sarebbe intervenuto un vecchio uomo di mare di nome Leandro. Il suo eloquio sarebbe stato così convincente che riuscì a cambiare l'esito della votazione convincendo l'assemblea a votare all'unanimità per il ritorno alla vecchia città, ribattezzata in seguito Civitas Vetula, Civitavecchia.

Piazza Leandra - Foto di Marco Quartieri #cartolinedacivitavecchia

Piazza Leandra - Foto di Marco Quartieri #cartolinedacivitavecchia

Sempre da questa leggenda deriva anche l’interpretazione dello stemma cittadino, un’antica quercia con incise le lettere O.C., per via dell’ottimo consiglio fornito dal marinaio Leandro agli abitanti.

Ad ogni modo sebbene la leggenda sia particolarmente suggestiva, in molti hanno fatto notare la consuetudine medievale di attribuire il nome di piante alle vie. Pertanto Leandro potrebbe farsi risalire all’Oleandro così come la vicina via dell’Olmo, via Colle dell’Olivo e di via di Laura da Alloro/Lauro.

La leggenda di Leandro inoltre è stata contraddetta dalle più recenti evidenze storiche. La Centumcellae fondata da Leone IV si estinse definitivamente solo nella metà del XV secolo, in concomitanza con la scoperta dell'allume tra i monti della vicina Tolfa e il conseguente sviluppo commerciale della romana Centumcellae, che attorno all'anno 1072 compare per la prima volta come una Rocca sulle rovine del porto, con il nome di Civita Vetula, da cui il nome definitivo di Civitavecchia.

Lo stemma di Civitavecchia con le iniziali O.C.

Lo stemma di Civitavecchia con le iniziali O.C.

Infine si ritiene che le lettere O.C. che campeggiano nell'insegna araldica di Civitavecchia, non stiano ad indicare l’ottimo consiglio di Leandro, bensì le iniziali del motto romano ordo centumcellensis in onore delle origini romane di Civitavecchia.

IL MISTERO DEI DIPINTI DI PIAZZA LEANDRA

Nel 1972 Tarcisio De Paolis, dopo aver acquistato una casa nella storica Piazza Leandra si accorge che sotto strati di calce, vernici e carta da parati, esistono pitture di straordinaria bellezza. Si tratta di una replica degli affreschi raffaelleschi della Stanza di Eliodoro del Vaticano, fatta dipingere da Papa Giulio II tra il 1511 e il 1514.

Grazie ad un attento lavoro di restauro, oggi gran parte di quelle pitture sono state riportate alla luce, rivelando incredibili somiglianze ma anche curiose differenze con quelli del Palazzo Apostolico, rendendo il mistero sulla loro origine ancora più fitto e affascinante.

Mentre si attendono i risultati di un'indagine diagnostica sui materiali affidata all'Università della Tuscia, l'ipotesi più recente, suggerisce che non si tratti solo di una copia, bensì di un bozzetto preparatorio commissionato da Raffaello ad un collaboratore per mostrarlo a Papa Giulio II, che ogni anno era solito venire a Civitavecchia per seguire da vicino i lavori del Forte Michelangelo realizzato dal Bramante.

Ad avvalorare questa ipotesi, c’è la considerazione dell’esperta d’arte Nicole Dacos sul fatto che non esistono altre copie antiche dei celebri affreschi che Raffaello dipinse in Vaticano, mentre a smentirla il fatto stesso che in passato non si usava eseguire bozzetti a grandezza naturale.

Su chi sia l'autore di questi dipinti, la Dacos non ha dubbi: si tratterebbe dello xilografo emiliano Ugo da Carpi, allievo e collaboratore del Parmigianino vissuto a Roma sino al terribile sacco del 1527.

Dopotutto come ha fatto recentemente notare il giornalista Alvaro Ranzoni, che da anni segue la vicenda:

"impossibile non collegare i dipinti alla presenza di Giulio II negli stessi tempi e luoghi. Cento metri a ovest, il Papa risiedeva nell'antica Rocca mentre duecento metri a est andava a controllare i lavori di costruzione della fortezza sul porto. Questo quando a Roma, Raffaello gli stava affrescando l'appartamento personale”.

Resta comunque un mistero la scelta di commissionare l'opera in un palazzo non nobiliare, per di più all'interno di una stanza senza finestre, probabilmente utilizzata all'epoca come deposito per il grano.

La Stanza di Eliodoro a Civitavecchia

La Stanza di Eliodoro a Civitavecchia

Il CRAL (Circolo Ricreativo Comune di Civitavecchia) ha deciso di favorire la conoscenza di questa misteriosa opera, impegnandosi in una raccolta fondi per costruire un museo che accolga i visitatori. E’ possibile offrire un contributo volontario, che sarà interamente utilizzato per gli interventi di sistemazione e allestimento.

Se desiderate partecipare ad una visita guidata vi invitiamo a consultare il box sottostante.

I dipinti di Piazza Leandra

I dipinti di Piazza Leandra

L'ULTIMO RESTAURO DELLA FONTANA DI PIAZZA LEANDRA

Il 26 giugno 2015, si sono conclusi gli ultimi lavori di restauro della Fontana di Piazza Leandra, che è tornata così a rivivere dell'antico splendore.

I lavori, ad opera di Giulio Venturini e finanziati dalla Cassa di Risparmio di Civitavecchia, hanno prodotto un vero e proprio restyling a partire dall'aspetto idraulico a quello estetico.

E' stata rimessa al suo posto una delle colonnine che era caduta in terra e sono stati restaurati il catino e la balaustra, provvedendo a ricostruire ogni parte mancante grazie ad un mix composto da calce idraulica, polvere di travertino e stucchi a base di pietra pomice.

Infine per salvaguardare al meglio questo prezioso monumento storico della città, la fontana, recuperato anche il suo colore originale, è stata resa impermeabile con gli stessi prodotti impiegati per il restauro della Barcaccia di Piazza di Spagna.

La fontana di Piazza Leandra restaurata poco prima del collaudo - Foto di Giovanni Canu

La fontana di Piazza Leandra restaurata poco prima del collaudo - Foto di Giovanni Canu

Info utili

Piazza Leandra

COME ARRIVARE

Organizza il tuo viaggio con il TRAVEL PLANNER o segui le nostre indicazioni:

Piazza Leandra può essere facilmente raggiunta a piedi dal Porto di Civitavecchia. Se vi trovate nei pressi del nostro Info Point di Largo della Pace vi basterà dirigervi a sud in Via XVI Settembre, attraversare Piazza Luigi Calamatta e svoltare in Via Triste. In fondo alla via girate a sinistra in Via del Piave e siete arrivati.

ORARI

Per visitare i dipinti è possibile contattare il numero +39 0766 28493

Per prenotare una visita guidata ai dipinti di Piazza Leandra dovete inviare un'email a info@cralcivitavcchia.it oppure compilare l'apposito form al sito Cral Civitavecchia.

Vi ricordiamo che è necessario attendere una conferma della data richiesta per considerare valida la prenotazione.

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