Pensi di conoscere davvero tutto sul Porto di Civitavecchia? Con i suoi oltre 2000 anni di storia, il porto di Roma è uno dei principali porti italiani e l’unico a vantare una storia così antica e ricca di avvenimenti.

Progettato nel 106 a.C. dal grande architetto Apollodoro di Damasco, per volere dell’imperatore Traiano, il Porto di Civitavecchia ha segnato profondamente la storia della sua città e continua a farlo tuttora. Ieri snodo strategico dell'Impero Romano ed importante crocevia per le rotte mercantili, oggi principale porto italiano per il traffico crocieristico nel mediterraneo.

Ed ecco allora una rassegna di storie, aneddoti e curiosità legate al porto, ai principali monumenti e personaggi che forse non conoscevi!

1. IL NOME DEL FORTE MICHELANGELO

Sembra strano ma non tutti sanno che il nome originario di quello che a buon ragione è il più importante monumento della città oltreché del porto stesso, in realtà non è Forte Michelangelo bensì Fortezza Giulia.

Il nome venne dato proprio in onore di Papa Giulio II, il Pontefice che commissionò al Bramante la costruzione della fortezza per proteggere la città dalle incursioni dei pirati. I lavori furono portati avanti poi da Giuliano Leno ed Antonio da Sangallo il Giovane ad eccezione del maschio, la grande torre ottagonale rivolta verso sud. 

Secondo alcune fonti, durante il papato di Paolo III Farnese, l'incarico della costruzione del maschio venne affidato proprio al grande Michelangelo Buonarroti ed è per questo che la fortezza assunse definitivamente il nome che tutti conosciamo.

In realtà, sebbene l'intervento diretto di Michelangelo non è mai stato dimostrato al 100%, il nome si è così diffuso e consolidato da diventare quello ufficiale che troverete su ogni guida o mappa che si rispetti!

Non ve l'aspettavate? Ebbene sappiate allora che questa non è l'unica curiosità che ha come protagonista il nostro amato Forte Michelangelo!

Il Forte Michelangelo - Foto di Raffaele Ballirano

Il Forte Michelangelo - Foto di Raffaele Ballirano

2. LA GROTTA DI SANTA FERMINA

La Statua di Santa Fermina davanti al Forte Michelangelo

La Statua di Santa Fermina davanti al Forte Michelangelo

Si racconta che durante il viaggio in mare che la portava da Ostia a Civitavecchia, la giovane Fermina si trovò nel bel mezzo di una terribile tempesta che stava per affondare la sua nave.

La storia vuole che soltanto le sue preghiere riuscirono a calmare le onde e che una volta raggiunta la costa di Centumcellae (nome latino di Civitavecchia), la giovane trovò rifugio in una grotta presso il mare.

All'interno del Forte Michelangelo, nel torrione sud-ovest noto appunto come Santa Ferma, è possibile visitare una piccola cappella in onore della Santa: la cappella si trova proprio accanto alla grotta dove Fermina avrebbe trovato rifugio!

Per ricordare l'avvenimento, ogni 28 aprile Civitavecchia celebra Santa Fermina, patrona della città e protettrice dei naviganti.

La statua e le reliquie della Santa vengono trasportate in processione prima per le vie cittadine e dopo nelle acque del porto per la tradizionale benedizione del mare a cui segue il lancio di una corona d'alloro in ricordo di tutti i naviganti caduti.

3. Quegli strani simboli sul Forte Michelangelo (?)

Sulla facciata del Forte Michelangelo insieme allo stemma papale di Giulio II della Rovere e di quello gigliato della famiglia Farnese, un occhio attento può notare la presenza di altri simboli misteriosi ed apparentemente inspiegabili: lettere e segni incisi sulle pietre di travertino dalla base fino al vertice della fortezza.

Queste incisioni che ricordano formule alchemiche, simboli astronomici e massonici non hanno ancora trovato riscontro nei documenti storici. Chi ha scolpito questi simboli? In quale periodo storico?

Guardando attentamente nella parte sud-ovest ed ovest del Forte, è possibile individuare simboli che richiamano alcuni elementi chimici: le lettere Bi (Bismuto), le S (Zolfo), il doppio cerchio sovrapposto (Arsenico), il cerchio con croce simbolo dell'Antimonio e del pianeta Venere, il cerchio con freccia simbolo del Ferro e del pianeta Marte, il triangolo tagliato simbolo dell'Aria.

Tra questi è inoltre possibile vedere uno strano simbolo che ricorda squadra e compasso.

Questi due utensili, sono legati alla cosiddetta massoneria operativa ed emblema dei liberi muratori nel tardo medioevo.

L'enigmatico simbolo

L'enigmatico simbolo "squadra e compasso" inciso sul Forte Michelangelo

Si possono ad esempio trovare sulla facciata della Loggia dei Fratelli Comancini, la casa dove alloggiavano gli operai che lavorarono alla costruzione della Basilica di San Francesco di Assisi, nel chiostro della basilica stessa e nella chiesa di San Cristofaro a Perugia.

Sappiamo che per difficoltà politiche l'ultimazione del Forte Michelangelo venne ritardata più volte e che durante il Pontificato di Paolo III Farnese, dopo ben 25 anni dall'inizio dei lavori il famoso maschio era ancora incompleto. L'intera opera rischiava pertanto di diventare un grande fallimento per la Chiesa.

L'intervento dei liberi muratori contribuì al completamento del Forte Michelangelo? E se così fosse, furono loro ad incidere gli strani simboli sulla facciata del Forte? (fonte "You Mysteries").

4. I disegni di Leonardo Da Vinci

La storica locale Roberta Galletta, nel suo ultimo libro "La Darsena Romana - Il Porticciolo di Civitavecchia" dimostra come il grande genio Leonardo Da Vinci, non solo sia passato per Civitavecchia, ma con le sue idee abbia profondamente contribuito alla progettazione del Porto Storico fornendo con i suoi disegni lo spunto al Bramante per la fortificazione del Porto.

Il Porto di Civitavecchia capolavoro segreto di Leonardo da Vinci?

Il Porto di Civitavecchia capolavoro segreto di Leonardo da Vinci?

Il suo passaggio e i suoi studi sul porto di Civitavecchia sono provati da 2 fogli contenuti nel Codice Atlantico, la più importante collezione di scritti e disegni dell'artista.

In particolare nel foglio n° 271 che riguarda nel dettaglio la Darsena Romana, Leonardo disegna il Porto di Civitavecchia, accanto ai suoi studi sui pesi, sulla geometria del triangolo e su varie operazioni aritmetiche.

Nel disegno colpisce la posizione a sinistra del Forte Michelangelo (Fortezza Giulia) ancora in costruzione e a destra della Darsena Romana con le imbarcazioni di quella che sarà la ricostituita flotta pontificia voluta da Sisto V.

Per saperne di più leggete adesso questo articolo!

5. IL MOLO DEL LAZZARETTO 1° LUOGO DEL CUORE DELLA PROVINCIA DI ROMA

Recentemente, grazie all'impegno dell'Associazione "La Civetta di Civitavecchia" che ha indetto diverse manifestazioni per promuoverne la salvaguardia e avviare un nuovo progetto di riqualificazione, il Lazzaretto è stato ammesso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) al censimento "I Luoghi del cuore".

Con ben 8113 voti convalidati, il Lazzaretto ha conquistato il 1° posto assoluto nella Provincia di Roma, il 3° posto nel Lazio, il 5° nella classifica nazionale dei Siti Archeologici da preservare ed il 41° a livello nazionale tra ben 20.027 luoghi totali.

Il Fortino di San Pietro resterà pertanto sotto l’attenzione del FAI e ci auguriamo che presto ci saranno le premesse la riqualificazione del fortino, che con i suoi 2000 anni di storia è il più antico monumento del porto di Civitavecchia.

Il Fortino di San Pietro sul Molo del Lazzaretto - Foto di Sabrina Delogu

Il Fortino di San Pietro sul Molo del Lazzaretto - Foto di Sabrina Delogu

6. IL VIAGGIO DI STENDHAL A CIVITAVECCHIA

Non tutti sanno che Stendhal, al secolo Marie-Henri Beyle, uno dei più importanti intellettuali del XIX secolo, nel corso dei suoi viaggi consolari in Italia avvenuti tra il 1831 e il 1836 ha vissuto e soggiornato diversi anni proprio a Civitavecchia.

Per dover di cronaca va detto che l'autore de "Il Rosso e il Nero", forse abituato ai salotti francesi e ad uno stile di vita decisamente più mondano, non trovò da subito piacevole il suo soggiorno a Civitavecchia, che all'epoca era una piccola cittadina abitata da qualche migliaio di abitanti, oltre che da 1000 galeotti e 500 guardie del bagno penale.

Nonostante questo iniziale malcontento, grazie anche all'importante frequentazione di alcuni intellettuali locali, fu proprio a Civitavecchia che Stendhal ritrovò se stesso e la voglia di scrivere!

In questi anni, che lo videro spostarsi per l'Italia tra Roma e Milano, lo scrittore francese iniziò importanti opere tra cui Ricordi d'egotismo, Vita di Henry Brulard, e Leucen Leuwen.

Tra le figure di spicco con cui legò maggiormente durante il suo soggiorno a Civitavecchia, si deve ricordare Donato Bucci, l'antiquario nel cui retrobottega era solito riunirsi insieme ad altri intellettuali tra cui Pietro Manzi, giurista ed archeologo; Antonio Acquaroni, noto incisore; Biagio Donati, naturalista e Benedetto Blasi, avvocato ed eclettico imprenditore, importante personaggio dell'800 Civitavecchiese.

Stendhal ha soggiornato a Civitavecchia tra il 1831 e il 1836

Stendhal ha soggiornato a Civitavecchia tra il 1831 e il 1836

Un antica incisione di Civitavecchia che ritrae il Bagno Penale

Un antica incisione di Civitavecchia che ritrae il Bagno Penale

7. Civitavecchia, Medaglia d’oro al merito civile

Il 14 maggio 1943, alle ore 15 di un'estate oramai alle porte, Civitavecchia, viene praticamente rasa al suolo da 48 micidiali bombardieri americani (B-17), che in otto violentissime ondate devastano la città.

Il numero esatto dei morti non è mai stato accertato ma si dice che siano stati circa 500 senza contare i militari, le persone venute da fuori, chi era pronto ad imbarcarsi o chi era appena sbarcato.

In tutto, Civitavecchia subì 86 bombardamenti, ma nessuno mise in ginocchio la città come quello del 14 maggio.

L'8 Marzo 1999 Civitavecchia riceve la Medaglia d’Oro al Valor Civile. Ecco le parole che accompagnarono il riconoscimento:

"Città strategicamente fondamentale per il suo porto sul Mediterraneo, durante l'ultimo conflitto mondiale fu sottoposta a continui e violentissimi bombardamenti che causavano la morte di numerosissimi concittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato e delle strutture portuali. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, col ritorno della pace, affrontava con fierezza la difficile opera di ricostruzione. 1943 - 1945".

 

Civitavecchia, Medaglia d'Oro al Merito Civile

Civitavecchia, Medaglia d'Oro al Merito Civile

8. Papa Giulio II ed il mistero dei dipinti di Piazza Leandra

Papa Giulio II Della Rovere, non sarà stato forse un gran simpaticone, ma bisogna riconoscergli il merito di essersi fatto mecenate, durante il suo Pontificato, di alcuni dei più grandi artisti della storia offendo loro la possibilità di creare opere che sono entrate di diritto tra i capolavori dell'arte occidentale.

Papa Giulio II ritratto da Raffaello Sanzio

Papa Giulio II ritratto da Raffaello Sanzio

Il suo nome è strettamente legato al Bramante, a Michelangelo ed a Raffaello al quale il "Papa guerriero" affida la decorazione dei suoi nuovi appartamenti in Vaticano. Stiamo parlando di quelle che oggi sono universalmente conosciute come "le Stanze di Raffaello" ovvero la Stanza della Segnatura e la Stanza di Eliodoro la cui decorazione ebbe luogo tra la seconda metà del 1511 e il 1514.

Come sappiamo allo stesso Bramante, il Pontefice aveva affidato qualche anno prima (1508) la costruzione di una fortezza per difendere il Porto di Civitavecchia dalle continue incursioni dei pirati: la Fortezza Giulia, che poi sarà conosciuta come Forte Michelangelo.

Ma facciamo un salto in avanti ed arriviamo al 1972, anno in cui il Sig. Tarcisio De Paolis, dopo aver acquistato una casa nella storica Piazza Leandra si accorge che sotto strati di calce, vernici e carta da parati, si nascondono pitture di straordinaria bellezza. Sono una replica degli affreschi raffaelleschi presenti nella Stanza di Eliodoro del Vaticano!

Durante la costruzione del forte Giulio II era solito venire a Civitavecchia per constatare lo stato dei lavori e secondo una tesi che si sta avvalorando potrebbero trattarsi proprio di bozzetti preparatori che Raffaello a sua volta fece dipingere ad un collaboratore per mostrare un'anteprima del lavoro al Pontefice!

Mentre si attendono i risultati di un'indagine diagnostica, grazie ad un attento lavoro di restauro, oggi gran parte di quelle pitture sono state riportate alla luce, rivelando incredibili somiglianze ma anche curiose differenze con quelli del Palazzo Apostolico, rendendo il mistero sulla loro origine ancora più fitto e affascinante.

Per saperne di più sul mistero dei dipinti di Piazza Leandra e per scoprire come visitarli leggete questo articolo!

Le Stanze di Raffaello e i Dipinti di Piazza Leandra a Civitavecchia

Le Stanze di Raffaello e i Dipinti di Piazza Leandra a Civitavecchia

9. La stazione ferroviaria di Civitavecchia Marittima

Forse qualcuno non se ne sarà accorto, ma digitando "Civitavecchia" sul sito ufficiale di Trenitalia (provare per credere!), tra le voci disponibili compaiono anche una certa Civitavecchia Marittima e Civitavecchia Viale della Vittoria.

Ebbene, non lasciatevi ingannare, perché si tratta di 2 incredibili errori di carattere storico!

La stazione di Civitavecchia Centrale e Viale della Vittoria

La stazione di Civitavecchia Centrale e Viale della Vittoria

Infatti la stazione di Civitavecchia Marittima, attivata il 15 novembre 1906, era una diramazione che partiva della Stazione di Civitavecchia Centrale e comprendeva uno scalo di fronte alla banchina dei traghetti per la Sardegna, con lo scopo di regolare il flusso passeggeri e smistare le merci.

Le corse per Roma Termini erano effettuate in coincidenza dei traghetti mentre i treni diretti a Roma effettuavano anche una fermata intermedia presso Civitavecchia Viale della Vittoria (situata sull'omonima via all'altezza della stazione Centrale).

Dal momento che i binari attraversavano la città, la tratta divenne un problema per il traffico automobilistico cittadino e visto che le corse dei treni erano legate alla partenza dei traghetti, spesso si accumulavano grossi ritardi per via delle condizioni meteorologiche.

Ora queste stazioni non esistono più e l'ultima corsa per la stazione di Civitavecchia Marittima è avvenuta il 18 ottobre 2000!

Forse leggendo questo articolo Trenitalia correggerà l'errore ma a noi che siamo un po' nostalgici piace pensare che in un modo o nell'altro riusciremo a fare un piccolo viaggio indietro nel tempo!

La Stazione di Civitavecchia Marittima

La Stazione di Civitavecchia Marittima

10. La Statua di Nettuno nel fondale della Darsena Romana

In pochi sanno che tra le sale del Museo Etrusco-Gregoriano in Vaticano è custodito il braccio di bronzo di una colossale statua di Nettuno, che si appoggia sopra un delfino, del quale si intravede anche un pezzo di coda.

Il ritrovamento del reperto, avvenuto tra le acque della Darsena Romana nel 1834 durante il pontificato di Papa Gregorio XVI, è recentemente tornato all'attenzione grazie alla Dott.ssa Roberta Galletta che ne ha parlato nel suo ultimo libro "La Darsena Romana - Il Porticciolo di Civitavecchia".

Citando l'autrice "La statua proverrebbe da un tempio pagano ubicato all'interno della Darsena Romana e dedicato al dio del mare, ma secondo altri, posto sotto l'area dell'antica Chiesa di Santa Maria, ipotesi che sarebbe confermata dall'usanza di costruire edifici di culto cristiani sopra quelli pagani [...]"

[...] una terza ipotesi [...] è prodotta in base ad una interessante documentazione pittorica già pubblicata nel 1994 nel libro "Civitavecchia nella medaglia pontificia 1508- 1857" di Adelmo Covati, Adolfo Modesti ed Ennio Brunori.

In uno degli affreschi eseguiti da Cesare Nebbia, Paul Brill e Giovanni Guerra tra il 1588 e il 1589 per celebrare le imprese pubbliche di Papa Sisto V che abbelliscono il Salone Sistino della Biblioteca Vaticana, la statua colossale è posta nella parte finale dell'acquedotto edificato nel 1589 da Papa Sisto V, dietro la Darsena Romana nell'area a ridosso dell'attuale Piazza Calamatta, accanto alla monumentale fontana (Vanvitelli) collegata all'acquedotto ed edificata vicino alle antiche mura medievali della Rocca.

I due affreschi di C. Nebbia, P. Brill e G. Guerra che ritraggono la colossale statua e l'acquedotto nel Porto di Civitavecchia

I due affreschi di C. Nebbia, P. Brill e G. Guerra che ritraggono la colossale statua e l'acquedotto nel Porto di Civitavecchia

[...] Ma c'è di più! Gli autori del libro, sostengono che la statua non si riferisca a Nettuno, bensì a Traiano e che sia stata collocata alla fine della preziosa opera pubblica proprio per valorizzare la continuità storica tra i fasti imperiali di Roma e le nuove imprese di Sisto V".

Il mistero si infittisce, ma certo è che solo ulteriori studi all'interno della Darsena Romana ci diranno a chi sia stata davvero dedicata la statua, il cui eventuale ritrovamento aprirebbe nuovi importanti scenari per la storia della città e del porto di Civitavecchia.

Nel frattempo lungo il Muraglione di Urbano VII, all'interno dei suggestivi locali della Marine Service srl che un tempo costituivano i Magazzini Romani ed attualmente ospitano la mostra itinerante Navalia, proprio in questi giorni è stata ritrovata una parte dell'antico acquedotto ancora funzionante e dalla quale scorre acqua potabile.

L’acquedotto serviva a rifornire l'acqua potabile per le navi onorarie, le quadriremi e le quinqueremi che partivano o giungevano da tutto l’Impero fino al Porto di Centumcelle.

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